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"Penso che non esista
un insieme strumentale che sia stato penetrato tanto profondamente
dal pensiero musicale quanto il Quartetto d'Archi. È
infatti attraverso di esso che il vascello della musica
ha gettato lo scandaglio nei mari più profondi.
Dopo quasi 250 anni di vita esso continua a non essere
riducibile alla somma dei suoi componenti e si presenta
a noi, invece, come uno "strumento"
la cui dialettica fra individualità ed unanimità,
fra autonomia e omogeneità, sembra porsi come paradigma
di una società ideale"
Luciano Berio [Radicondoli, 24 Ottobre
1983] |
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